Per molto tempo abbiamo associato il risparmio sull’energia elettrica a una regola piuttosto semplice: usare lavatrice, lavastoviglie e altri elettrodomestici la sera, di notte o nel fine settimana.
È un’abitudine nata soprattutto con le offerte biorarie, che dividono il prezzo dell’energia in grandi fasce: da una parte le ore diurne dei giorni lavorativi, dall’altra le ore serali, notturne, il sabato, la domenica e i festivi.
Questa logica resta ancora utile in molti casi. Ma oggi, da sola, non basta più a descrivere ciò che accade davvero nel sistema elettrico.
Negli ultimi anni, infatti, il modo in cui l’energia viene prodotta e immessa in rete è cambiato molto. E nei mesi più luminosi può verificarsi una situazione meno scontata di quanto si pensi: alcune ore centrali della giornata possono diventare più convenienti rispetto a quelle serali.
Le fasce orarie restano utili, ma non dicono tutto
Le fasce orarie dell’energia sono nate per aiutare clienti e fornitori a distinguere i momenti della giornata in cui la richiesta di elettricità è generalmente più alta da quelli in cui tende a diminuire.
La fascia F1 comprende le ore dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 19, escluse le festività nazionali. Le fasce F2 e F3 coprono le ore serali, notturne, il sabato, la domenica e i festivi, con una distinzione più precisa: F2 comprende alcune ore intermedie dei giorni feriali e del sabato, mentre F3 riguarda soprattutto le ore notturne, la domenica e i festivi. Nei contratti domestici queste due fasce sono spesso aggregate nella fascia F23.
Per anni questa suddivisione ha rispecchiato una dinamica abbastanza chiara: durante il giorno aziende, uffici, attività commerciali e famiglie consumavano molta energia; la sera, la notte e nei festivi, la domanda complessiva tendeva invece ad abbassarsi.
Oggi però il prezzo dell’energia non dipende solo da quanta elettricità viene richiesta in un determinato momento. Dipende anche da quanta energia viene prodotta, da quali fonti arriva e da come domanda e offerta si incontrano nel corso della giornata.
Ed è proprio qui che il sole può fare la differenza.
Il fotovoltaico può cambiare l’equilibrio dei prezzi
In primavera e in estate le giornate si allungano e gli impianti fotovoltaici producono più energia, soprattutto nelle ore centrali della giornata.
Quando la produzione solare è elevata, aumenta la quantità di energia rinnovabile disponibile in rete. Poiché il fotovoltaico ha costi marginali molto bassi, in alcune condizioni di mercato il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica può scendere proprio nelle ore in cui il sole è più presente.
Questo significa che consumare energia durante il giorno non è sempre automaticamente meno conveniente. In alcuni momenti può addirittura accadere il contrario.
È un cambiamento importante perché mette in discussione una convinzione molto diffusa: non sempre “sera” significa “risparmio”.
Perché la sera può diventare un momento più delicato
C’è poi un altro elemento da considerare.
Quando arriva la sera, la produzione fotovoltaica diminuisce perché il sole cala. Nello stesso momento, però, molte persone rientrano a casa e i consumi domestici aumentano: si accendono luci, forni, piani a induzione, climatizzatori, televisioni, computer e altri dispositivi.
Può quindi succedere che, proprio mentre l’energia solare disponibile si riduce, la domanda salga.
Questo equilibrio tra energia prodotta ed energia richiesta può rendere alcune ore serali meno convenienti di quanto siamo abituati a pensare. Non è una regola valida sempre e in ogni stagione, ma è una dinamica sempre più importante da conoscere.
Prezzo biorario e prezzo orario: cosa cambia
Le offerte biorarie dividono il prezzo dell’energia in grandi fasce: una fascia per le ore diurne dei giorni feriali e una o più fasce per sera, notte, weekend e festivi. Nei contratti domestici, in molti casi, le fasce F2 e F3 vengono aggregate nella fascia F23.
Le offerte a prezzo orario, invece, seguono più da vicino l’andamento reale del mercato elettrico. Il riferimento è il PUN Index GME, l’indice di riferimento del mercato elettrico italiano per l’energia elettrica scambiata sul Mercato del Giorno Prima.
Detto in modo semplice, il prezzo della componente energia può cambiare nel corso della giornata.
Questo non significa che il cliente debba controllare continuamente l’energia come se fosse un titolo finanziario. Significa però avere uno strumento in più per capire quando può essere più conveniente concentrare alcuni consumi.
Un modo più consapevole di usare l’energia
È su questo principio che si basano le offerte luce orarie di Astea Energia.
Queste offerte prevedono un prezzo variabile legato all’andamento del mercato e permettono, attraverso l’App MyEnergy, di visualizzare i costi dell’energia del giorno in corso e conoscere in anticipo quelli del giorno successivo.
In questo modo il cliente può organizzare alcuni consumi nei momenti più favorevoli, quando le proprie abitudini lo permettono.
Naturalmente il punto non è stravolgere la vita quotidiana. Nessuno può programmare ogni attività in funzione del prezzo dell’energia.
Ci sono però consumi che, con un po’ di attenzione, possono essere spostati più facilmente: una lavatrice, una lavastoviglie, un’asciugatrice, la ricarica di alcuni dispositivi o, per chi la possiede, anche la ricarica dell’auto elettrica.
Sapere in anticipo quali sono le ore potenzialmente più convenienti può aiutare a fare scelte più attente, senza grandi rinunce.
Non solo risparmio, ma più controllo
La vera novità è questa: il cliente può iniziare a leggere meglio il prezzo dell’energia, invece di subirlo soltanto.
Con un’offerta oraria, il vantaggio non sta nel promettere che ogni giorno si spenderà meno. Sarebbe poco realistico, perché il prezzo dell’energia cambia e dipende da molti fattori.
Il vantaggio sta nella possibilità di avere più informazioni.
E quando si hanno più informazioni, si possono prendere decisioni più consapevoli: evitare, quando possibile, alcuni momenti meno favorevoli, sfruttare le ore in cui il prezzo è più basso e programmare meglio i consumi più importanti.
In questo senso, strumenti come l’App MyEnergy diventano utili non solo per controllare la propria fornitura, ma anche per capire meglio il proprio modo di usare l’energia.
Dal “quanto consumo” al “quando consumo”
Pensiamo a una giornata molto soleggiata.
Se nelle ore centrali il fotovoltaico produce molta energia e il prezzo scende, può essere più interessante far partire un elettrodomestico a metà giornata invece che la sera.
Non sempre è possibile, naturalmente. Ma quando lo è, può diventare una piccola buona abitudine.
È un cambio di prospettiva semplice: non chiedersi solo “quanto consumo?”, ma anche “quando consumo?”.
Perché due consumi identici possono avere un impatto diverso sulla componente energia della bolletta se avvengono in momenti diversi della giornata.
Non esiste una fascia migliore per tutti
Non c’è una regola valida in assoluto.
La convenienza dipende dall’offerta scelta, dalle abitudini della famiglia, dalla stagione, dagli elettrodomestici utilizzati e dall’andamento del mercato.
Per questo è importante andare oltre le semplificazioni.
Dire che “la sera costa sempre meno” oggi può essere riduttivo. Allo stesso modo, non si può dire che “il giorno conviene sempre”. La realtà è più dinamica e cambia in base a diversi fattori.
La buona notizia è che oggi esistono strumenti che aiutano a orientarsi meglio.
Guardare l’energia con più attenzione
L’energia è sempre più legata al tempo: il momento in cui viene prodotta, il momento in cui viene richiesta, il momento in cui viene consumata.
Nei mesi in cui il sole è più presente, questa relazione diventa ancora più evidente. Le ore centrali della giornata possono offrire opportunità interessanti, soprattutto per chi può spostare almeno una parte dei propri consumi.
Non serve diventare esperti di mercato elettrico. Basta iniziare a osservare l’energia con un po’ più di attenzione.
Perché oggi risparmiare non significa solo consumare meno.
Significa anche consumare meglio.
Il Team Astea Energia